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Thursday, 24 July 2008
 Web75 Informatica e Web Agency a Termini Imerese

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Carnevale Termitano Anno 2007
Carnevale Termitano Anno 2006
Carnevale Termitano Anno 2005

I carri 2008 in costruzione, pronti al colore

A Carnevale vorrei
 
Il Carnevale

Ritorna il Carnevale e come per incanto, rivive a Termini Imerese la magica favola di "U Nannu ca Nanna", questi simpatici ed inossidabili personaggi che da oltre un secolo dispensano allegria e buon umore.

Ma il Carnevale Termitano è sicuramente ben più antico, è la sua storia risale addirittura alla prima metà del diciannovesimo secolo, quando un gruppo di napoletani, venuti in Sicilia al seguito dei Borboni, si stabilirono nella nostra città, dando vita a quello che sarebbe poi diventato l'odierno Carnevale; ovvero quella manifestazione carnascialesca che si ritiene essere la più antica di Sicilia.

Si ballava, si scherzava e si stava in allegria anche con molta semplicità; ma soprattutto non ci si facevano mancare abbondanti libagioni, e fedeli al detto latino "Semel in anno licet insanire" si dava libero sfogo ad ogni tipo di divertimento, che il martedì grasso culminava con la lettura di simpatici mottetti, che spesso in maniera anche irriverente, irridevano la borghesia ed il potere costituito. La fine dell'ottocento segna invece la nascita delle due maschere tipiche del carnevale termitano e cioè " u nannu ca nanna"; ma iniziano nel contempo delle vere e proprie sfilate, ovvero "i carruzzati" che allora altro non erano se non il passaggio, inizialmente spontaneo e non organizzato di carrozze, a bordo delle quali nobili e borghesi si recavano ai numerosi balli in maschera facendo sfoggio di ricchi costumi ed originali mascheramenti.

Il popolino di contro si divertiva festeggiando i cosiddetti quattru joviri, ovvero il giovedì dei parenti, quello delle comari, il giovedì "du zzu ppiddu" (il diavolo), e per finire il giovedì grasso, nel corso del quale non si lesinavano abbondanti pasti ed inevitabili ubriacature che servivano per innaffiare le abbuffate di "maccarruna cu sucu 'n tà maidda" che costituivano il piatto forte della festa. Sul finire della prima metà del ventesimo secolo il Carnevale Termitano diventa appuntamento fisso anche per tanti altri spettatori, che giungono in città dai paesi vicini per assistere alle sfilate dei carri allegorici, che intanto, soppiantate le originali spontanee sfilate di carrozze prima, e di quelle di carretti poi, incominciano ad essere animate dalla presenza di veri carri, fabbricati con la tecnica della cartapesta; non mancano ovviamente orchestrine e gruppi mascherati e in conclusione della festa, la lettura del testamento, ovvero delle ultime volontà "du nannu", che prima di morire vuol lasciare il segno, prendendosi gioco di nobili, di ricchi e potenti, ma non solo, così come diversi decenni prima usavano fare "i napolitì" con i loro simpatici mottetti.

Oggi il carnevale, come purtroppo tante altre cose, è cambiato, e si respira sicuramente meno l'aria di semplice allegria e spensieratezza che per settimane pervadeva la città, e che veniva vissuta ancor più nelle povere case dei quartieri popolari, una di certo è anche questo un bel carnevale, dinamico, moderno, forse un po' caotico, ma certamente vicino alle esigenz e delle nuove generazioni. Musica assordante, artisti di grido, carri mastodontici, fuochi artificiali; ma i veri mattatori della festa in fondo sono sempre loro, "U nannu ca nanna"; proiettati nel futuro ma ancora saldamente ancorati al passato, figure semplici, che regalano semplicemente allegria e che ogni anno ci fanno rivivere i fasti di questa antica ed intramontabile tradizione.

 
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